PARIGI - Gli universitari italiani fuori sede lo sanno bene: trovare un tetto per studiare in una grande città non è facile, un po’ per la carenza di strutture, un po’ perché, come raccontato l’ottobre scorso dal Corriere ■ GUARDA) realizzato dall'Unef, il sindacato degli studenti transalpini, in cui si vede una giovane coppia "costretta" a consumare un atto sessuale nel letto matrimoniale occupato dai genitori (di lui o di lei, poco importa). Significativo anche lo slogan: «Alcuni fanno finta che gli studenti non abbiano problemi di alloggio…». gli affitti sono molto salati e spesso senza garanzie di un contratto regolare. Le cose non vanno meglio per i colleghi francesi, talmente disperati da dover fare l’amore nel letto di mamma e papà: almeno così racconta, provocatoriamente, un poster (
RISULTATI - La campagna che in Italia scatenerebbe sicuramente molte polemiche, in Francia sembra aver già dato i suoi frutti: il ministro dell’Università Valerie Pécresse ha annunciato un piano di investimenti pari a 620 milioni di euro per costruire 5.000 nuovi alloggi e ristrutturarne 7.000 all’anno, fino al 2012. In agguato però c’è lo spettro della recessione, che attanaglia tutta l’Europa, e potrebbe costringere il governo a destinare quei fondi a problemi più urgenti. Il terrore degli studenti è che alla fine si possa ricadere in una soluzione già proposta in passato dal governo: l’affitto intergenerazionale, vale a dire l’ospitalità concessa agli universitari da persone anziane, aiutate così a sbarcare il lunario. Non a caso il poster dello scandalo sembra essere pensato anche per questa opportunità: i due “intrusi” di spalle nel letto in cui si consuma la passione potrebbero essere anche i nonni.
Marco Consoli
26 febbraio 2008
Si dà il caso però che lo stesso manifesto sia stato utilizzato almeno quattro anni fa dall'Udu (unione degli universitari italiani) per lo stesso motivo. Il buon Marco Consoli potrebbe informarsi meglio, e i francesi farsi venire qualche idea originale.
ABORTO: FERRARA A PANNELLA, PRONTO A DISCUTERE MA NON IN TV
(ANSA) - ROMA, 16 FEB -10:28.Nessun problema a discutere di aborto con Marco Pannella, ma non in tv. Con una lettera al leader radicale pubblicata oggi in prima pagina su Il Foglio, Giuliano Ferrara spiega le ragioni che lo hanno portato ieri a disertare il confronto tv organizzato a Unomattina. La tv, sostiene Ferrara, ''e' antiveritativa''. Ferrara si dice invece disposto ad affrontare la discussione in teatro e propone Milano, la prossima settimana: ''Il teatro lo pago io con i miei soldi''.
''Io - spiega Ferrara - non discutero' della vita umana, come se fosse un'opinione, con alcun candidato in tv. La tv e' antiveritativa. Un bel mezzo per comunicare (...) Ma sul ponte di Messina o sull'Ici valgono le opinioni, sulla vita umana e l'amore vale la solitaria e pubblica ricerca della verita'.
Senza fanatismo,, io penso di averla trovata, la verita' sulla vita umana, e credo che sia giusto non esporla alla futilita' delle opinioni a confronto''. Se le norme ''non mi consentiranno di esporre, in par condicio con altri candidati, le mie idee sulla strage eugenetica, pazienza''.
Poi va ospite da Lucia Annunziata su Raitre, da Maria Latella su SkyTg24, da Gad Lerner su La7 e ieri sera da Enrico Mentana su Canale5.
E' la tv che è diventata veritativa o Ferrara antiveritativo?
Elezioni: Fini, scegliamo candidati con rigore (Stampa)
ROMA (MF-DJ)--"Credo che se uno e' indagato o, a maggior ragione, condannato per reati particolarmente odiosi, come la corruzione, o che abbiano a che fare con l'associazione mafiosa, opportunita' vorrebbe che nella composizione delle liste ci fosse piu' rigore e piu' scrupolo. Parlo anche solo di opportunita': in attesa di sentenza definitiva, si puo' anche saltare un giro".
Lo afferma il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, in un'intervista alla Stampa, in cui invita al rigore nella scelta dei candidati. "Credo di poter chiedere rigore -spiega Fini- perche' in 25 anni di Parlamento e in 20 di leadership nel mio partito, i magistrati che conosco li ho conosciuti in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario". 08:07
Nemmeno dieci ore dopo:
PDL: BRAMBILLA E DELL'UTRI CANDIDATI IN LOMBARDIA
(ANSA) - MILANO, 20 FEB - Michela Vittoria Brambilla e Marcello Dell'Utri saranno candidati in Lombardia per il Pdl alle prossime elezioni, rispettivamente alla Camera e al Senato.
Berlusconiani di ferro, per sostenere la politica di Forza Italia prima e quella del Popolo delle liberta' ora, hanno fondato i Circoli del buon governo e quelli della Liberta'.
Nonostante la fede politica, pero', non sempre si sono visti con simpatia. Per il bene della causa sembra che ora abbiano deciso di abbandonare la polemica sulla primogenitura dei circoli e i loro obiettivi: culturali quelli di Dell'Utri, ha detto del loro fondatore, politici, invece, quelli della Brambilla.
''Non e' una notizia che lei si candidi - ha commentato Dell' Utri - e' normale che i circoli che fiancheggiano un partito abbiano persone che si dedicano alla vita politica. Quelli della Brambilla, notoriamente, sono come un partito''.(ANSA).17:19
I simboli di an e la destra:

Quanti voti dite che perderà An per questo?
I più impazienti la reclamavano da qualche giorno, ma questa volta si è fatta attendere più del necessario, impegnata com'è ad occuparsi anche del nostro governo.
Parliamo della Cei e del suo commento al film Caos Calmo. Al responsabile Cei alla formazione giovanile, tale Don Nicolò Anselmi, la scena di sesso tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari non è proprio piaciuta e li invita, alla fine di un lungo sermone sull'amore visto dai consacrati e dai non consacrati, all'obiezione di coscienza.
Che la Cei pronunci il suo fondamentale parere su ogni (ripetiamo: ogni) argomento dello scibile umano è un diritto che rispettiamo. Ma che pretenda di dare l'agenda al già papalino Tg1, reo a suo avviso di aver dato molto risalto alla scena del film con un servizio di qualche minuto e pochissimo al conflitto in kenya, ci sembra una sorpresa. Quasi che si voglia evocare per l'ennesima volta (e per l'ennesima volta a reti unificate) la parola censura. Detto da chi ha 10 minuti fissi di tutti i tg un giorno si e l'altro pure suona strano.
Così a don Anselmi consigliamo una tattica infallibile: faccia in modo che della guerra in kenya si occupi il papa, e così tutti riprenderanno la notizia. Invece di occuparsi dell'alleanza con casini o con pezzotta, di associarsi ad improbabili e fallimentari moratorie sull'aborto, insomma di tutti i minimi sistemi, la chiesa cattolica universale esca dal ghetto e parli dei temi che evoca il responsabile Cei.
Sul Sole24ore di oggi l'intera pag.15 è dedicata ad alcuni dati che riguardano tutti i partiti a diffusione nazionale o sovraregionale. Ad Incuriosire è soprattutto il dato del numero degli iscritti comparato con il numero dei consensi registrati alle ultime elezioni.
Senza voler fare confronti tra partiti molto strutturati (an, ds, udc) che hanno caratteristiche diverse per esempio da quello radicale (partito leggero per eccellenza) salta all'occhio qualche dato che riguarda i cosiddetti partiti minori, o cespugli, come va di moda chiamarli adesso.
Prendiamo la Democrazia Cristiana per le Autonomie dell'ineffabile Gianfranco Rotondi, un tizio con occhialini che ha i suoi 3 secondi di notorietà quando durante il tg1 delle 20 ripete, avvalendosi di alcuni sinonimi, quello che ha detto Silvio Berlusconi qualche momento prima. La DcA a fronte di circa 70 mila iscritti il partito ha collezionato 285 mila voti alla Camera e 190 mila al Senato. Nemmeno 4 voti per iscritto.
A fare buona compagnia a Rotondi c'è anche l'Udeur di Clemente Mastella : 110 mila iscritti e 534 mila voti alla camera e 476 mila al senato. Un "moltiplicatore" di poco superiore a 4,5 voti per iscritto.
Il più basso numero di voti ricevuti rispetto agli iscritti spetta però alla Svp (SudTiroler VolksPartei): 182 mila voti alla Camera e 117 mila al Senato, con una media di moltiplicazione che oscilla tra il 2 e il 3.
Altro che partito familiare: la Svp concorre per il primato di poter essere il primo partito con più iscritti che elettori. Sarebbe un grande record. In linea con tutti gli altri record della politica italiana.
Quasi archiviate, a scanso di improbabili sorprese, le primarie repubblicane, che vedranno prevalere il senatore dell'Arizona John Mccain, tutto l'interesse della stampa è concentrato sulla competizione tra i candidati democratici, per quella che è diventata una gara a due, dopo il ritiro di John Edwards, tra Hillary Clinton e Barack Obama.
La situazione, dopo aver visionato tutti i vari sondaggi disponibili in rete, appare la seguente:
Clinton dovrebbe vincere agevolmente in California (441 delegati), New York (281), New Jersey (127), Massachussetts (121), Missouri (88), Tennessee (85) e Oklahoma (47), mentre è in vantaggio, ma non in maniera rassicurante, in Minnesota (88) e Arizona (67).
Obama può essere certo della vittoria nel suo Illinois (185 delegati) e in Georgia (103 delegati), mentre è in leggero vantaggio in Colorado (71), Alabama (60) e Connecticut (60).
Stati incerti perchè non sono disponibili sondaggi molto aggiornati, in quanto troppo piccoli per essere interessanti ai fini del risultato finale, sono Utah (29, dove le ultime rilevazioni danno in vantaggio Clinton), New Mexico (38, Obama), Arkansas (47, Clinton), Kansas (41, Clinton), Delaware (23, Clinton), Idaho (23, Obama), North Dakota (21, Obama), Alaska (18, Obama).
Decisivi, in alcuni stati, saranno i voti di John Edwards: se dovessero andare in blocco ad Hillary Clinton la campagna si chiuderebbe martedì a suo favore. Se invece appoggiassero compattamente Obama si potrebbe assistere a qualche sorpresa anche nelle roccaforti clintoniane (California in testa).
Altra regola da tenere d'occhio è quella della divisione proporzionale dei delegati, che in questo caso aiuterebbe Obama che è in svantaggio nella maggioranza degli stati: sconfitte di misura non pregiudicherebbero la sua corsa.
Stando ai numeri è difficile che il senatore dell'Illinois riesca a farcela, ma la politica, anche quella italiana, ci ha abituato a rimonte last minute, e l'atavica simpatia americana per chi è "underdog" potrebbe fare il resto.